Nessuna norma dà ai sindacati confederali
alcun diritto «di vantaggio», in particolare nel pubblico impiego.
Nel privato esisteva una sorta di «quota»
di rappresentanza, abrogata con il TESTO UNICO del 2014 sulla
rappresentanza, sottoscritto da CGIL, CISL, UIL e poi da UGL, USB, CISAL,
CONFSAL, ORSA e COBAS tra le confederazioni sindacali. Non è stato firmato da
SICOBAS e CUB.
Da allora anche nel privato contano solo i voti
alle RSU e le tessere (a dir vero questo accordo non è stato applicato in molte aziende e settori del privato, per questo servirebbe una legge!), come da sempre nella Pubblica Amministrazione.
Sono da sempre rappresentativi anche sindacati
diversi da CGIL, CISL e UIL.

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