Le pensioni gonfiate dei sindacalisti

Uno dei temi preferiti degli antisindacalisti è quello della "pensione privilegiata" di cui godrebbero i sindacalisti. Tra i principali sostenitori di questa battaglia sono da annoverarsi Tito Boeri e il Movimento 5 Stelle.

Ci sono due "temi" ricorrenti.

1) La principale pietra dello scandalo sarebbe la "Legge Mosca", ovvero la L. n. 252/74. 

Quella legge permise di regolarizzare i contributi mancanti di politici e sindacalisti negli anni precedenti al 1974. 

Una proposta di legge del 2014 di alcuni deputati del Movimento 5 Stelle voleva abrogare tout court la legge 252 del 1974. 
Basta leggere quello che scrivevano i promotori per capire che quella legge non è in vigore dal marzo del 1980, che aveva permesso di sanare contributi mancanti di politici e sindacalisti nei decenni precedenti e che ha forse portato a una serie di truffe relativi agli anni '50 e '60.
Abrogare la "legge Mosca" non avrebbe alcun effetto su nessuno oggi e nel futuro.
 

2) La seconda norma sotto accusa è il Dlgs. 564/96


(Legge Treu). L'articolo 3 del Decreto ha introdotto l'art. 31 della legge 300/70 (lo Statuto dei lavoratori"), che disciplina i contributi figurativi per i sindacalisti in distacco o aspettativa.
Permette ai sindacati di pagare contributi aggiuntivi ai sindacalisti, proporzionali alla retribuzione aggiuntiva eventuale.
Facciamo un esempio. Se un lavoratore (pubblico o privato) in distacco fa carriera all'interno del sindacato, il livello di stipendio che gli spetta sale. Quindi il sindacato integra lo stipendio percepito dal lavoratore, e anche i contributi. Nulla di stano, nulla di male.

I "problemi" sono due.

Il primo è che quando il sindacalista è in aspettativa, il sindacato gli paga lo stipendio ma non i contributi, che sono "figurativi", ovvero a carico della collettività.

E' una norma di indubbio vantaggio per i sindacati, che vale anche per i partiti e per altre associazioni, cancellarla andrebbe a incidere molto sui bilanci di queste organizzazioni.

Il secondo è, come nel caso della "legge Mosca", quello di eventuali truffe. Il sindacato potrebbe promuovere fittiziamente un proprio sindacalista, versargli i contributi aggiuntivi "figurativi" pagati dalla collettività. Poco importa oggi, ma nel passato - con il sistema retributivo - questo ha potuto creare alcuni "scandali". Si veda ad esempio il caso dello SNALS denunciato dalle Iene in più puntate), o quello di Bonanni, ex segretario della CISL.

Quindi, se si vuole abolire la prima fattispecie, si va a penalizzare il diritto di attività sindacale, nel secondo caso si dovrebbe verificare se ci sono stati degli abusi, che mai hanno riguardato la CGIL.

Commenti