Come noto, nel 2021, a partire dall'estate, il governo Draghi ha deciso di introdurre il "green pass", che a partire dal 15 ottobre era necessario anche per lavorare. Va detto che per alcuni mesi è stato possibile ottenere il "green pass" anche attraverso un tampone rapido negativo (valido 48 ore), il cui prezzo era sostanzialmente accessibile a ca. 8-15 euro a seconda delle farmacie.
Alcuni lavoratori, organizzati principalmente dalla FIOM CGIL, cominciarono a protestare per la necessità del green pass per accedere alle mense aziendali nell'estate del 2021. Le proteste non furono isolate, ebbero grande risalto (per una parte dei giornali dimostravano che la CGIL era contro i vaccini...) e l'appoggio incondizionato delle segreterie nazionali (vd. il comunicato congiunto di CGIL, CISL e UIL dei metalmeccanici). La CGIL nazionale ha sempre chiesto che il green pass non fosse necessario per lavorare e in ogni caso tamponi gratuiti per i lavoratori. Ma gli organizzatori dei movimenti "no vax" provenivano quasi tutti da formazioni neofasciste o comunque fortemente anticomuniste e trovarono ovvio identificare come nemico il sindacato, e nello specifico la CGIL, tanto da assaltarne la sede nazionale.
E' noto che nei posti di lavoro la CGIL ha proposto alle aziende e agli enti pubblici di utilizzare al massimo lo smartworking, di provvedere a pagare tamponi ai lavoratori, ottenendo in alcuni casi dei risultati. I lavoratori che hanno effettivamente dovuto produrre la certificazione vaccinale per non essere sospesi sono stati quindi una minoranza degli over 50 che per alcuni mesi del 2022 hanno avuto effettivamente l'"obbligo" (insieme a personale medico e insegnanti).
Landini lo ha sempre detto, all'epoca: la maggioranza non ha trovato la quadra per approvare l'obbligo vaccinale, ma solo sul green pass
per i lavoratori. In ogni caso, il confronto con i sindacati ha portato
a regole che di fatto hanno impedito i licenziamenti dei no vax.
Nonostante tutto questo, è sempre la CGIL la colpevole, e dopo 2 anni le sedi del sindacato continuano a subire attacchi notturni dai movimenti "no vax".
Leggi questa ricostruzione sul sito della FISAC CGIL del gruppo Bper.
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